PRATICHE EDILIZIE, FACCIAMO CHIAREZZA IN MODO SEMPLICE

Quando devi mettere mano ad un fabbricato e cioè devi apportare delle modifiche, manutenzioni o una ristrutturazione scoprirai che si apre un mondo “parallelo” fatto di carta (pratiche edilizie), autorizzazioni, permessi, certificati, richieste e molto altro ancora.

Probabilmente avrai chiesto qualche informazione al tuo artigiano o installatore di fiducia ed alla fatidica domanda: “Ma bisognerà presentare qualcosa in Comune?” preparati a ricevere le risposte più disparate (a volte con risultati anche opposti tra loro).

Facciamo una premessa:
L’artigiano e l’installatore non sono degli sprovveduti. Conoscono perfettamente il loro mestiere. Purtroppo però la materia delle pratiche edilizie (detta URBANISTICA) è in continua evoluzione; i cambiamenti sono (purtroppo per noi) frequenti, e come sempre accade le leggi vengono sempre scritte in una maniera che possono dare adito a più interpretazioni.
So già cosa stai pensando: sai che novità, siamo in Italia!

Oggi cercheremo di darti qualche informazione di base, diciamo preliminare, che ti potrà servire per fare un po’ di luce nell’oscuro mondo delle pratiche edilizie e dell’urbanistica.

Quando si parla di edilizia generalmente abbiamo due possibilità:

1- LA NUOVA COSTRUZIONE
2- L’INTERVENTO SU FABBRICATI ESISTENTI.

Per la nuova costruzione è semplice: ti dovrai rivolgere ad un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che dovrà presentare un Permesso di costruire (quello che una volta si chiamava licenza o concessione: diciamo IL PROGETTO).

Ovviamente l’ho fatta semplice:
in realtà a monte del permesso di costruire occorre capire se il terreno su cui vuoi costruire è soggetto a permesso singolo, oppure se per costruire occorre far precedere al permesso uno strumento urbanistico esecutivo (come il famoso PEC) ecc…
Ma torniamo a noi: occorrerà presentare un Permesso di costruire a cui andranno allegati una serie di altri sotto-progetti ossia: il progetto dell’impianto termico, quello sull’isolamento termico, il progetto e collaudo strutturale, il progetto acustico ecc…
Quindi dovrai attendere che il comune approvi il tuo permesso, i disegni, la soluzione progettuale, dimensioni ecc.., e potrai quindi procedere a costruire il tuo fabbricato.
La seconda possibilità come dicevamo è L’INTERVENTO SU FABBRICATI ESISTENTI.

pratiche-edilizie

La materia degli INTERVENTI SU FABBRICATI ESISTENTI, in barba a tutti i decreti di semplificazione sbandierati sui giornali è ovviamente (ti ricordo, siamo sempre in Italia) DRAMMATICAMENTE COMPLESSA.

I primi due interventi possibili sono la manutenzione ordinaria e la manutenzione straordinaria; quella ordinaria (tinteggiature interne, sostituzioni di pavimenti o sanitari ecc..) se fatta su un fabbricato privato NON PERMETTE I FAMOSI SGRAVI FISCALI ma, se non altro, trattasi di edilizia libera e pertanto NON occorre presentare nessuna pratica edilizia.

Quando si parla invece di manutenzione STRAORDINARIA si inizia a parlare di BONUS E SGRAVI FISCALI, ma anche di presentazione di pratiche edilizie.
Le pratiche edilizie sono sostanzialmente 3, con grado di importanza a salire e precisamente la CILA (Comunicazione Inizio lavori Asseverata), la SCIA (Segnalazione Inizio lavori Asseverata) ed il PERMESSO DI COSTRUIRE.

Come puoi già renderti conto dai nomi assieme alla CILA e la SCIA deve essere presente oltre al progetto l’asseverazione di un tecnico abilitato, che verifichi e certifichi che le opere che andrai a realizzare sono conformi alle normative esistenti; la cosa bella però è che quando si presenta una CILA o una SCIA i lavori possono iniziare il giorno della presentazione della pratica in Comune.

La terza pratica è il PERMESSO DI COSTRUIRE.
Questa pratica è quella più complessa; prevede la presentazione del progetto (con tutti gli allegati di prima) in comune, l’approvazione del progetto da parte dei tecnici comunali, della commissione edilizia, dell’A.S.L. (o altri enti coinvolti), IL RILASCIO FORMALE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE e solo DOPO si potrà dare corso alle opere.

Ma quand’è che si presentano CILA, SCIA o il Permesso?

Come dicevamo, le pratiche hanno un grado di importanza a salire:
per farla breve, se devo spostare dei muri all’interno del mio appartamento, rinnovare i sanitari o il servizio igienico ecc… presenterò una CILA.

Se devo fare una piccola ristrutturazione che però prevede anche una minima modifica di finestre o altri elementi (purchè non si modifichino volumetrie, o sagome ecc..) e quindi una ristrutturazione edilizia definita “LEGGERA” presenterò una SCIA.

Se l’intervento prevede opere più invasive e quindi una RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA definita “PESANTE” (modifica di muri portanti, modifica dei prospetti, ampliamento o demolizione di porzione di fabbricato ecc..) dovrò presentare un PERMESSO DI COSTRUIRE.

In realtà il mondo delle pratiche edilizie è molto più complesso: esistono anche le pratiche edilizie IN SANATORIA (cioè quando magari hai fatto dei lavori pensando di non dover presentare nulla comune perchè MAL CONSIGLIATO, e quindi presenti la pratica diciamo in ritardo con pagamento di una sanzione amministrativa) oppure quelle in VARIANTE (cioè quando stai facendo dei lavori a fronte di una pratica edilizia correttamente presentata, ma vuoi apportare delle modifiche in corso d’opera dette proprio VARIANTI IN CORSO D’OPERA).

Eccoti una breve panoramica sulle pratiche edilizie e relativi permessi.
Ovviamente ti abbiamo esposto alcune informazioni generali: le pratiche edilizie in genere (siano esse Scia, Cila o Permessi), a seconda delle opere che devono essere realizzate richiedono come allegato anche altre autorizzazioni di altri enti (Asl, ufficio tecnico per l’occupazione del suolo pubblico per l’installazione del cantiere, Provincia o Anas per accesso carraio, Provincia per installazione della fossa imhoff se non vi sono fognature in zona, Società che gestisce acquedotto, Regione per la pratica strutturale, l’accatastamento per l’agibilità ecc…) e parlarne con un gruppo di tecnici che possa analizzare il corretto svolgimento burocratico del tuo ”progetto” ti può far risparmiare soldi, tempo e grattacapi (anche gravi come una denuncia in procura per opere abusive..) sai com’è siamo in Italia, e qui NON si scherza!

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